Posizione del problema


Negli ultimi due decenni il concetto classico di ritorno è stato messo in discussione: non più l’esito finale del percorso migratorio, ma piuttosto un atto reversibile, una possibile tappa di una migrazione circolare e aperta a nuovi sviluppi. La pluralizzazione del fenomeno dei ritorni ha portato al proliferare di definizioni e tipologie di ritorno (temporaneo, circolare, virtuale) e a una visione più sfaccettata e problematica del tema.

Il ritorno è senza dubbio un fenomeno complesso, prodotto di una combinazione di fattori legati al paese di origine, di destinazione, e alle motivazioni individuali e famigliari di ciascun migrante. Esso può prendere forme diverse e composite sia rispetto ai motivi (riuscita, fallimento, bilancio dei rischi/opportunità, obblighi amministrativi, fine dei termini della permanenza, richiamo della famiglia), alla modalità (autonoma, accompagnata, forzata), alla durata (definitivo o temporaneo) e anche ai luoghi stessi del rientro. Può succedere, infatti, che il paese di cui si detiene la cittadinanza e/o dove si trovano il proprio gruppo di appartenenza famigliare e socio-culturale non coincida con quello di precedente residenza; oppure che non si faccia ritorno nella propria località di origine ma in altre regioni del paese o in paesi limitrofi.

Se da un lato il transnazionalismo, la globalizzazione e la crisi hanno trasformato dall’interno il fenomeno del ritorno, le politiche migratorie e di cooperazione internazionale lo hanno incanalato e rimodellato in due principali linee di azione: il ritorno come rimpatrio/espulsione, che avviene generalmente senza preparazione e senza misure di re-inserimento; il ritorno come opportunità di sviluppo, fattore di valorizzazione di capitali finanziari, sociali ed umani (i programmi di RVA sono un esempio intermedio).

Il ritorno costituisce un terreno aperto per promuovere azioni più centrate sui migranti e le loro famiglie e per collaborazioni più efficaci e consensuali tra stati di origine e destinazione.

 

Link esterni

Chiara Barison Senegal – Migration time. Andata e ritorno nel tempo della crisi 


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