Altri programmi di sostegno delle diaspore e di studio dei ritorni


E’ utile segnalare alcune altre esperienze che, benché non espressamente legate ai ritorni, sono comunque di interesse per la nostra ricerca. Si tratta di vari programmi di potenziamento e di sostegno delle diaspore, che in quanto tali favoriscono i legami tra paesi di origine dei migranti e paesi di destinazione, determinando di conseguenza anche la mobilità delle persone e fenomeni di ritorno temporaneo o definitivo.

Ci riferiamo soprattutto all’esperienza maturata dall’organizzazione britannica Afford, organizzazione nata nel 1994 su iniziativa di alcuni africani di prima e seconda generazione, che mette in campo un fascio di iniziative resa a promuovere lo sviluppo di imprese e di imprenditori in Africa. Stessa finalità di favorire gli investimenti nei paesi di origine dei migranti e di sostenere soprattutto le piccole imprese, caratterizza la fondazione INTENT, nata in Olanda ma oggi dislocata in molti paesi dell’Africa e del Sud America. INTENT offre agli aspiranti imprenditori la possibilità di accedere al credito in forma agevolata (viene accordato fino al 90% del finanziamento necessario) e di sviluppare e valorizzare la propria idea di business con piani personalizzati. Ha fatto parlare di sé un sistema messo a punto per ottenere l’erogazione di piccoli prestiti, consistente nella garanzia fornita da amici e parenti del migrante, che vengono invitati a depositare per due o tre anni una somma di denaro a garanzia, che viene poi restituita con l’aggiunta degli interessi in caso di buon esito dell’iniziativa imprenditoriale.

Altre esperienze legate alle migrazioni di ritorno sono quelle che prevedono il sostegno della mobilità internazionale della manodopera qualificata. Ci riferiamo ad esempio ai programmi veicolati in Germania dal Centrum für internazionale Migration und Entwicklung – CIM, destinati ai migranti che hanno acquisito in Germania  dei titoli universitari o tecnici, e che intendano spenderli in esperienze lavorative nei paesi di origine (è previsto un servizio di informazione e consulenza e un sostegno economico, compresa in alcuni casi un’integrazione del salario per i primi 24 mesi).

L’attenzione che le istituzioni europee rivolgono alle migrazioni di ritorno si esplica anche in alcuni programmi di studio e di ricerca, il più importante dei quali è probabilmente quello denominato Return Migration and Development Platform, la cui unità di coordinamento ha sede a Firenze, presso il Centro Robert Schumann. Si tratta di una piattaforma per scambi di conoscenze sulle migrazioni di ritorno, e per promuovere ricerche sul campo basate su interviste ai migranti stessi. I database costituiti in tale contesto sono estremamente preziosi per la comprensione e l’analisi delle migrazioni di ritorno.

Merita infine segnalare un diverso programma di ricerca, particolarmente attento ai bisogni e alle potenzialità delle diaspore e del fenomeno migratorio su scala globale, pilotato dall’agenzia norvegese PRIO (Peace Research Institute Oslo) tal titolo Possibilities and Realities of Return Migration. Si tratta di un contenitore di esperienze nell’ambito del quale il “mito del ritorno” viene analizzato senza alcuna strumentalizzazione del migrante e nel rispetto della indefinibile complessità, anche psicologica, delle scelte individuali e collettive.

 


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