Esperienze in Francia


La Francia, come la maggior parte dei paesi della UE, prevede dei programmi di ritorno volontario, pensati per lo più come strumenti di “contenimento” del fenomeno migratorio, in un ruolo ancillare rispetto alle misure di espulsione coattiva. L’esempio francese appare però caratteristico sotto due aspetti: per la lunga e consolidata esperienza amministrativa maturata nel corso degli anni da questo paese dall’immigrazione “matura”, e per il forte accentramento delle misure di rimpatrio in capo all’organismo statale denominato OFII (Office francaise de l’immigration et de l’intégration). A differenza di tutti gli altri paesi europei, che gestiscono le misure di rimpatrio volontario d’intesa con le associazioni del terzo settore e con le ong, l’amministrazione francese mantiene il controllo in proprio di tutte le procedure.

La circolare interministeriale del 7 dicembre 2006 distingue tra misure di aiuto al ritorno volontario (incentivi economici rivolti a quegli stranieri che hanno già ricevuto un’espulsione o il rifiuto del permesso di soggiorno) e misure di aiuto al ritorno umanitario (attivate in favore di stranieri regolari o di cittadini comunitari in situazioni di indigenza o di precarietà).

Diversa è la misura denominata aiuto al ritorno e al reinserimento (aide au retour et à la réinsertion, disciplinata dal decreto del Ministero dell’Interno del 17 aprile 2015) che consiste invece in misure di sostegno alla creazione di imprese o di attività economiche dei migranti nei paesi di origine. La misura può essere attivata nei paesi in cu l’OFII è presente, cioè in quelli che sono considerati dalla Francia come dei partner privilegiati, vuoi per l’importanza della loro diaspora presente sul territorio nazionale francese, vuoi per la disponibilità manifestata dai governi di questi paesi a intrecciare le loro politiche di sviluppo con la dinamica migratoria; il Senegal è naturalmente uno di questi paesi che hanno una relazione consolidata con la Francia. Le misure in questione coprono tre livelli di intervento: aiuto nel reinserimento (sostegno nelle spese urgenti all’arrivo ad esempio per la restaurazione dell’alloggio o per le cure mediche, o per la scolarizzazione dei minori), aiuto nel reperimento di un impiego (misure di accompagnamento personalizzato, redazione di curriculum vitae, preparazione ai colloqui di lavoro, erogazione di formazione professionale, talvolta la presa in carico da parte dell’OFII di un parte del salario all’inizio del nuovo impiego nel paese di origine), aiuto nella creazione di impresa (compreso un sostegno finanziario di ammontare variabile secondo i paesi, con limite massimo pari a 7000 euro).

I dati pubblicati con riguardo al Senegal si riferiscono al 2008, anno in cui hanno beneficiato dell’aiuto al reinserimento 55 senegalesi; i promotori dei progetti si segnalano per profili personali piuttosto qualificati e per programmi di una certa complessità, a differenza ad esempio  dei cittadini maliani coinvolti in progetti analoghi, in maggioranza non scolarizzati, o dei cittadini rumeni (rivolti per il 60% a progetti di pastorizia). Quanto al Senegal hanno ricevuto sostegno progetti quali: uffici di consulenza o di formazione, piattaforme di commercio via internet, internet caffè, pubblicazione di giornali, studi dentistici.

Link esterni

OFII Office Francais de l’imigration et de l’integration dispositif des aides au retour et a la reinsertion


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