Il Progetto


Il presente progetto muove dalla constatazione del fatto che la migrazione senegalese è tendenzialmente circolare, caratterizzata cioè da una forte aspirazione al ritorno. Questa tendenza di fondo oggi appare  rafforzata dalla prolungata crisi economica che si è abbattuta sull’Italia e sull’Europa e che sta degradando la condizione sociale anche dei lavoratori e delle lavoratrici stranieri. Da qui nasce la presente proposta progettuale, che mira a migliorare il panorama di conoscenze sul fenomeno del rientro dei lavoratori senegalesi, in vista di una migliore programmazione delle azioni di supporto ai loro progetti di rientro in patria.

La tematica del “rientro dei migranti” appare sovente circondata  da miti e luoghi comuni, ed è scarsamente valorizzata anche dai decisori politici e dal mondo associativo impegnato nella tutela dei migranti. Le politiche pubbliche italiane appaiono impegnate in modo preponderante sul fronte dei “rimpatri volontari assistiti”, disciplinati dall’art. 14-ter del TU 286/1998, destinati in quanto tali a porre riparo a quei progetti migratori ormai irrevocabilmente falliti. Specularmente alcuni importanti progetti pilota (il progetto PLASEPRI del Ministero degli Affari Esteri italiano è tra questi) sembrano avere di mira unicamente il ritorno “eroico” del migrante, quello capace di veicolare un programma imprenditoriale di una certa ampiezza. Sembra dunque insufficiente l’attenzione a quelle esperienze di ritorno che si muovono in quella che viene definita come una relativa normalità, ovvero che non abbisognano di essere “assistite” materialmente per il rientro, ma che neppure sono in grado di mobilitare le ingenti risorse necessarie a gestire un investimento di tipo produttivo-imprenditoriale.

Si intende dunque in primo luogo colmare il deficit di conoscenza che si è sopra denunciato sulle migrazioni di ritorno e richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su una problematica, quella del ritorno, che prelude spesso a una difficile “migrazione al contrario” e che, al pari della migrazione “primaria”, richiede al soggetto una complessa mobilitazione di risorse economiche, psicologiche e relazionali.

Il progetto ha come obiettivi:

1 – realizzare una sintesi dei dati e delle informazioni scientifiche sulle migrazioni (anche) di ritorno dal e verso il Senegal – la realizzazione del presente sito internet bilingue (italiano e francese) sarà una occasione di pubblicizzazione e di disseminazione pubblica delle informazioni raccolte

2– contribuire a fornire una corretta informazione sui reciproci stereotipi legati alla migrazione transnazionale con particolare riferimento agli immaginari del successo e alla realtà del fallimento fino alla “impossibilità del ritorno” che coinvolgono i migranti

3– costituire un punto di riferimento informativo e di supporto ai percorsi transnazionali nell’ottica della cooperazione decentrata con il Senegal.

In questo sito si è proceduto a una ricognizione generale dei dati e delle informazioni disponibili sul tema delle migrazioni di ritorno; la raccolta è stata condotta in modo critico, allo scopo di evidenziare l’ancora insufficiente conoscenza del fenomeno dei ritorni e di far emergere il bisogno di tutela che caratterizza il migrante nel momento in cui decide o programma di intraprendere il cammino inverso a quello della migrazione “primaria”.


 

AUTORI

Riccardo Cappelletti – dottore di ricerca in Sociologia del diritto (Università degli studi di Milano), con una tesi sul sistema africano di protezione e promozione dei diritti umani, collabora dal 2011 con la facoltà di Scienze giuridiche e politiche dell’Università Cheikh Anta Diop di Dakar (UCAD). In particolare, partecipa alle attività di ricerca e formazione dell’Istituto dei Diritti dell’Uomo e della Pace (IDHP) in qualità di membro del comitato scientifico.

Giovanna Cavatorta – ha svolto ricerca sul campo in Senegal ed è dottoressa di ricerca in antropologia con un lavoro dal titolo  Discorsi e pratiche sul ritorno dall’Italia al Senegal. Per un’antropologia del fallimento all’epoca del transnazionalismo / Discours et pratiques sur le retour de l’Italie vers le Sénégal : pour une anthropologie de l’échec à l’époque du transnationalisme (EHESS/Università di Padova sotto la direzione di Michela Fusaschi e Jonathan Friedman)

Sebastiano Ceschi –  dottore di ricerca in antropologia culturale, svolge da molti anni attività di analisi, ricerca, formazione, didattica e valutazione nell’area delle migrazioni internazionali. Attualmente collabora con il CeSPI e con altri istituti di ricerca nazionali e internazionali. È autore di numerose saggi ed articoli sulle migrazioni transnazionali, il co-sviluppo e la comunità senegalese.

Aly Baba Faye – sociologo, ricercatore, attualmente consigliere di Gabinetto del Sottosegretario al Ministero dell’interno italiano.

Michela Fusaschi – professoressa associata di Antropologia Culturale presso il Dip. di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre e svolge da anni ricerche di terreno in Africa sub sahariana e in Italia sui temi dell’identità, del corpo e dei generi. Fra le sue numerose pubblicazioni: Hutu-Tutsi. Alle radici del genocidio rwandese (2000, Bollati Boringhieri, Premio Iglesias); Corporalmente corretto (Meltemi, 2008, Premio Feudo di Maida) Rwanda. Etnografia del post-genocidio (2009 Meltemi); Quando il corpo è delle Altre. Retoriche della pietà e umanitarismo spettacolo (2011, Bollati Boringhieri, Premio Nigra); Corpo non si nasce, si diventa. Antropologiche di genere nella globalizzazione (Cisu 2013)

Fabio Giorgetti – web designer e developer. Esperto di comunicazione,  internet e grafica. Si occupa della tecnologia, dell’usabilità e dell’accessibilità di questo sito web.

Sandro Gobetti – ricercatore socialeha coordinato alcune ricerche sul welfare ed i diritti in Europa ed è autore di articoli per lo stesso tema. Per questo progetto ha collaborato allo sviluppo e all’implementazione del sito web.

Francesco Pompeo – insegna antropologia culturale e sociale presso il Dipartimento di Scienze della formazione dell’Università Roma Tre dove dirige l’osservatorio sul razzismo e le diversità “M.G. Favara”. Ha svolto ricerca in Africa sub-sahariana, Caraibi e Italia sui temi della identità e delle migrazioni sui quali ha pubblicato numerosi saggi e articoli.

Luca Santini – avvocato. Esperto in diritto delle migrazioni internazionali, promotore di progetti di cooperazione e di tutela dei lavoratori migranti, in particolare tra Italia e Senegal. Sostenitore del redditto minimo garantito, tema su cui ha pubblicato articoli ed ha realizzato iniziative pubbliche.


 

NOTA METODOLOGICA

Il presente sito internet si propone di raccogliere e rendere fruibili a un pubblico più vasto possibile, anche di non specialisti, gli studi e le fonti documentarie in tema di migrazioni di ritorno dei e delle senegalesi. Le fonti individuate sono state accorpate per argomenti e recensite con dei brevi testi di commento, che introducono al tema di volta in volta affrontato o che, secondo i casi, fungono da breve nota di lettura della fonte cui il testo di commento fa rinvio. I testi di  commento sono redatti in italiano e in francese, mentre la fonte di approfondimento è pubblicata nella lingua di origine.

In coerenza con la natura dello strumento “sito internet” si è privilegiata la raccolta di fonti liberamente disponibili sulla rete, rinviando alla consultazione di materiali cartacei solo laddove strettamente indispensabile. Si è inoltre data la precedenza a fonti reperibili in lingua italiana o francese, e solo in seconda battuta in lingua inglese. Non si è tenuto conto di testi o materiali disponibili in lingue diverse.

Si è rivolta in modo particolare l’attenzione su:

• l’esistenza di dati statistici pertinenti in Italia, in Senegal e in altri Paesi di destinazione della diaspora senegalese;

• la letteratura scientifica sul tema dei ritorni;

• l’analisi dei programmi esistenti di incentivo al rientro volontario.

Il materiale è stato raccolto e organizzato in tre aree principali, una prima area dedicata a scolpire pochi ma esaustivi concetti essenziali per la comprensione delle migrazioni internazionali; nella prima area si è proceduto anche alla ricognizione degli elementi caratterizzanti l’emigrazione senegalese, in particolare in Italia. La seconda area mette poi in primo piano il tema specifico dei ritorni affrontandolo da diverse angolature e con differenti prospettive disciplinari e teoriche. La terza area procede alla disamina critica delle politiche e dei progetti pilota in tema di ritorno dei migranti (in particolare senegalesi), con un’analisi orientata alla formulazione di proposte e azioni concrete, tra cui si possono menzionare le seguenti: stipula di accordi bilaterali sui diritti previdenziali, promozione di cooperative transnazionali, istituzione di uno status di soggiorno  particolare per il migrante di ritorno. Una quarta area del sito individua infine ulteriori fonti e materiali per l’approfondimento delle tematiche trattate.


 

PARTNER

Roma-Dakar

L’associazione culturale Roma-Dakar è stata costituita nell’ottobre 2012 da cittadini italiani e senegalesi, per lo scopo principale di valorizzare i processi di scambio che intercorrono tra Italia e Senegal, a partire soprattutto dal fenomeno migratorio che coinvolge i due Paesi. L’associazione intende valorizzare quanto  di meglio deriva dallo sviluppo della migrazione, in termini di scambio culturale, di sviluppo economico, di confronto tra esperienze umane differenti; promuove inoltre studi, ricerche, convegni, seminari e ogni altra iniziativa tendente ad approfondire lo studio delle migrazioni, delle trasformazioni sociali, economiche e politiche nel continente africano ed europeo, e in particolare del Senegal e dell’Italia, al fine di intervenire per migliorare la qualità della vita delle persone. Si propone di erogare servizi di consulenza e orientamento legale in favore dei lavoratori migranti. Intende promuovere e ampliare la conoscenza della cultura letteraria, musicale, cinematografica e artistica senegalese, con particolare riguardo alle produzioni culturali dei senegalesi migranti.


Progetto Diritti

L’associazione Progetto Diritti o.n.l.u.s. ha tra i propri fini la tutela dei diritti delle fasce sociali meno abbienti e la promozione di azioni per lo sviluppo locale. Opera, con la sigla Servizio Legale Popolare, dal 1985, svolgendo informazione e consulenza in favore dei cittadini immigrati, dei cittadini disabili, dei disoccupati, dei lavoratori, della popolazione meno abbiente delle periferie. Gli utenti dell’associazione sono centinaia ogni anno e Progetto Diritti cura le pratiche amministrative e i ricorsi avanti alla magistratura in materia di permessi di soggiorno, espulsioni, cittadinanza, riconoscimento dello “status” di rifugiato, con una rete di legali che copre il territorio nazionale. Assiste i cittadini stranieri nei procedimenti penali, collaborando con le associazioni del volontariato operanti nel settore penitenziario, tra le quali l’associazione Antigone, e per questioni riguardanti i minori, il diritto di famiglia, le ricongiunzioni familiari, il diritto del lavoro, la costituzione di cooperative e società, i problemi abitativi, la  cittadinanza e la carta di soggiorno. Promuove corsi di formazione sindacale, amministrativa e per operatori sociali. Progetto Diritti è impegnata sul tema della normativa del diritto di asilo, con rapporti con le forze politiche e sociali, e con l’organizzazione di ricerche ed incontri.

 

Istituto dei diritti dell’uomo e della pace  – IDHP

 L’istituto dei diritti dell’uomo e della pace (IDHP) é stato creato il 16 marzo 1983, dal decreto n° 83302 del presidente della repubblica del Senegal. Istituto universitario, affiliato scientificamente alla Facoltà di scienze giuridiche e politiche dell’Università Cheikh Anta Diop di Dakar, l’IDHP é al contempo un centro di ricerca e formazione. Tra le missioni della struttura figurano : l’offerta pedagogica in materia di diritti umani e pace ; l’organizzazione di conferenze, convegni e seminari tematici ; la formazione continua di agenti delle forze di difesa e sicurezza, di magistrati, avvocati, altri operatori del diritto, giornalisti e membri delle amministrazioni locali ; la partecipazione a progetti di ricerca congiunti ; la raccolta di documentazione e la diffusione di informazioni sui diritti umani e la pace. A tali scopi l’istituto stabilisce collaborazioni con diverse istituzioni nazionali e internazionali come pure con organizzazioni non governative e della società civile, attive nella promozione e protezione dei diritti umani. Rispettoso della sua vocazione continentale, l’IDHP si propone come un osservatorio panafricano sulle sfide e le conquiste dell’Africa in materia di tutela dei diritti fondamentali.