Il ritorno in azione


Il primo dei contributi che presentiamo in questo paragrafo  riflette sulle connessioni tra migrazioni internazionali e propensione agli investimenti nei paesi di origine dei soggetti migranti. Il contesto senegalese si presta particolarmente, per ragioni storiche e geopolitiche, a sondare tale connessione. Gli autori hanno, dunque, analizzato gli investimenti realizzati in Senegal da migranti, migranti di ritorno e non migranti in tre settori chiave: l’immobiliare, il fondiario e « gli affari ». L’obiettivo della comparazione incrociata era di sottolineare le diverse strategie poste in essere dalle tre categorie di investitori. Tra le tendenze delineate vanno ricordate: la conferma di una correlazione positiva tra migrazione e sviluppo di investimenti; une netta differenziazione delle scelte imprenditoriali secondo il profilo migratorio della persona interessata; il carattere prevalentemente individuale nella concezione e nella messa in opera dei progetti imprenditoriali “al paese”; l’effetto (in parte) compensatorio dell’esperienza migratoria nell’acquisizione di beni e proprietà.

Il secondo contributo analizza un tema solitamente poco studiato: la capacità di valorizzazione di differenti forme di capitale (economico, culturale, sociale), acquisite durante il soggiorno all’estero, nell’ideazione e nella realizzazione di progetti di rientro. I migranti di ritorno riescono o meno a utilizzare proficuamente tali risorse e competenze, una volta tornati nel paese di origine? Questo sapere e saper-fare costituisce davvero un vantaggio competitivo sul mercato del lavoro o é piuttosto un ostacolo, rispetto a chi non ha mai lasciato il proprio paese? I ritorni si traducono più spesso in fallimenti o in  successi? Sono solo alcune delle questioni affrontate, confrontando la situazione professionale e imprenditoriale di soggetti migranti e non migranti di 7 paesi dell’Africa occidentale. Le molteplici piste analitiche schizzate illustrano la complessità dei fenomeni (parzialmente) sovrapposti del reinserimento socio professionale, della capitalizzazione delle competenze acquisite all’estero e della creazione d’impresa, abbozzando al contempo una lettura di genere che andrebbe certamente ripresa e potenziata.


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