Il ruolo delle rimesse


Com’è noto, la caratteristica principale di una “diaspora” (parola che significa etimologicamente dispersione) è il mantenimento di un legame costante e continuo con le comunità e aree di origine. Nel caso dei senegalesi questo legame è talmente forte che si sono sedimentati pratiche e percorsi molto specifici che fanno pensare ad un’organizzazione solidaristica della “catena” migratoria. Uno degli elementi più interessanti che legano i migranti alle loro comunità di appartenenza è la loro partecipazione diretta allo sviluppo economico e sociale delle zone di origine. Una partecipazione che si concretizza grazie alle rimesse, le quali incidono in modo significativo sulla crescita economica e sociale dei luoghi di origine e sugli standard di vita delle comunità di appartenenza. Oltre al sostegno per i familiari, gli investimenti degli emigrati nelle loro zone di provenienza sono diventati normale prassi degli emigrati senegalesi.

Il Senegal compensa molto del suo deficit di bilancia dei pagamenti grazie ai trasferimenti di risparmi privati dei suoi cittadini espatriati, e sono le cosiddette “rimesse” che oggi raggiungono cifre consistenti che incidono sul benessere delle popolazioni oltre che sulla crescita della ricchezza nazionale. Da ogni parte del mondo gli emigrati mandano soldi ai loro familiari e investono direttamente nell’economia nazionale. I flussi finanziari provenienti dalle popolazioni espatriate provengono da diverse parti del mondo ma il cosiddetto “corridoio  Italia-Senegal” è certamente tra quelli più importanti in termini di volumi dei trasferimenti. Infatti, secondo i dati della Banca d’Italia, nel 2014 il Senegal con 244.936.000 € è tra i principali paesi di destinazione delle rimesse e occupa il 6° posto nel ranking generale, ed è 1° dell’Africa sub-sahariana in termine rimesse pro-capite con 2.696,66 €. Oggi circa l’85% dei fondi inviati dai senegalesi servono per far fronte a spese di consumo delle famiglie e in generale al welfare mentre il restante 15% diventa “Seed Money” per investimenti diretti degli emigranti prevalentemente in settori del terziario (immobiliare, trasporto, commercio, eccetera).

Per una maggiore valorizzazione delle rimesse, la sfida resta quella di privilegiare gli investimenti produttivi tramite una canalizzazione delle risorse in settori strutturati dell’economia per uno sviluppo auto centrato.


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