L’attesa di chi resta


Che cosa sappiamo delle dinamiche familiari legate ai progetti migratori? Quali sono gli effetti della migrazione sulla (ri)configurazione dei nuclei domestici? Come questi ultimi influenzano e codeterminano le traiettorie e gli obiettivi dei migranti? Al di là dei dati amministrativi sui ricongiungimenti familiari, limitati per di più ai soli paesi di destinazione, le conoscenze in materia appaiono lacunose.

Su questi temi proponiamo la lettura di una risorsa che offre delle chiavi analitiche che aiutano a migliorare la comprensione di alcune delle problematiche sopra citate. Attingendo al progetto MAFE, gli autori delineano uno studio comparativo di famiglie migranti di origine senegalese, ghanese e congolese (RDC), rintracciando similitudini e differenze nell’organizzazione della loro vita familiare.

Il lavoro mette in relazione contesti di origine (con rispettivi modelli socioculturali di famiglia) e di destinazione (con le loro normative in materia lato sensu migratoria), analizzando  la propensione al ricongiungimento, le tipologie di legami finanziari tra i migranti e le loro unità domestiche (con un’attenzione particolare ai destinatari designati per le rimesse) e le modalità  di contatto utilizzate (visite occasionali, utilizzo di TIC, rimesse ecc.).

Un primo elemento rilevante concerne il ricongiungimento: contrariamente all’opinione prevalente, esso non rappresenta automaticamente la strategia privilegiata. Le opzioni transnazionali (almeno un membro del nucleo familiare residente in un paese diverso dal/la migrante) risultano, secondo i paesi di riferimento, altrettanto o maggiormente adottate (il caso del Senegal). Che si tratti di famiglie totalmente transnazionali o totalmente riunite – i due estremi della classificazione – la scelta risulterebbe dalla combinazione di alternative giuridiche disponibili nel paese di destinazione e codici socioculturali appresi/praticati nel paese di origine, e (parzialmente) riprodotti altrove. Resta da capire in che proporzione i due elementi, variabile “culturale” e variabile “politico-istituzionale”, intervengano nell’indirizzare le decisioni dei soggetti coinvolti, ivi compresa quella, eventuale, del ritorno.

Altro elemento di interesse è la lettura in termini di genere che abbozza una visione più articolata della femminilizzazione dei processi migratori, già esplorata nella letteratura specialistica più recente.


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