Rapporti ufficiali: sintesi e dati


Le principali fonti che riportano dal punto di vista demografico e statistico le caratteristiche delle emigrazioni dal Senegal sono i censimenti e le inchieste sulle unità domestiche (ESAM); realizzati dall’Agenzia Nazionale senegalese della Statistica e della Demografia (ANSD) questi sono stati usati anche per la stesura dei rapporti paese “Senegal” prodotti dall’OIM e dall’ILO. Questi ultimi risalgono al 2009, come d’altronde anche il principale documento che permette l’apprezzamento delle rimesse: l’inchiesta del Consorzio per la Ricerca Economica finanziata dalla Banca Mondiale (BM) sul trasferimento di fondi dei migranti data anch’essa al 2009 e ci restituisce un volume di denaro confluito in Senegal, nel 2008, pari a 449.018 miliardi di franchi CFA, di cui il 44.39% proveniente dall’Italia.

I rapporti qui citati sono utili anche perché illuminano la situazione socio-economica del paese di partenza: nel 2001/2002 il 57,1% di persone in Senegal sono sotto la soglia di povertà e solo il 37,1% della popolazione in età attiva ha un impiego (nel settore informale, salariato, ecc.). Inoltre questi documenti permettono di apprezzare le asimmetrie di capitali tra unità domestiche senza e con emigranti (nel 2002 il 27,5% di queste aveva almeno un migrante internazionale al suo interno). In generale comunque, stando sempre ai documenti della BM, le rimesse tra il 2001 e 2005 costituivano l’11,5% del PIB, tra il 2011 e il 2015 il 10,8%.

Il censimento del 2013 (RGPHAE 2013) prende in considerazione le migrazioni interne, nonché il fenomeno emigratorio e immigratorio degli ultimi 5 anni. Guardando la popolazione neo-emigrata, questa dal 2007 al 2012 sembra attestarsi a 164.901 persone, ovvero l’1,2% della popolazione nazionale. Il rapporto ci restituisce la fotografia di una popolazione migrante giovane (coloro tra i 20 e 30 anni costituiscono il 37,1% del totale), ancora fondamentalmente maschile (l’82,9%), che continua a rivolgersi maggiormente verso il resto del continente africano (49%) e verso l’Europa (44,5%), dove l’Italia (13,8%) e la Francia (17,6%) sono le principali destinazioni.

Link esterni

Inchiesta del Consorzio per la Ricerca Economica sul trasferimento di fondi dei migranti


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