I 5 motivi per cui ho lasciato l’ Occidente per trasferirmi in Africa e avviare un’impresa


di David Lit

Capisco e apprezzo il sacrificio che i miei genitori hanno fatto alcuni anni fa di lasciare una Repubblica Democratica del Congo piena di conflitti, nella speranza di offrire ai miei fratelli e a me una vita migliore, e fino ad oggi, ritengo che sia il regalo più grande mi hanno fatto. Con il passare del tempo, ho imparato però che i problemi non sono dei segnali di fronte a cui fermarsi, ma degli indicatori di direzione. Scappare dalle sfide è l’equivalente di voltare le spalle all’opportunità di trovare una soluzione.

Anche se sono indubbiamente grato per la mia cittadinanza canadese, per l’istruzione di alto livello, per la qualità della vita e per i molti altri benefici ricevuti dal fatto di essere cresciuto in una società occidentale, resta il fatto che non è proprio qui, il luogo in cui sento di avere uno scopo. Crescere in Occidente ha permesso a questo giovane ragazzo africano non solo di sognare, ma di realizzare quei sogni, solo mettendoci un po’ di impegno. Detto ciò, avrei fatto uno sbaglio se non avessi sfruttato questo vantaggio per contribuire a costruire un’Africa di cui andare orgoglioso e in cui possa sentirmi a casa.

Quindi, andiamo al sodo. Ma, tenete a mente che questo non è un modello per tutti, sono solo le mie ragioni più semplici e più evidenti.

1. Opportunità

Penso che questo sia del tutto normale tra gli imprenditori; il fatto che la nostra prospettiva quando ci imbattiamo in qualcosa di intrigante è SEMPRE di vederlo per quello che potrebbe essere e non per quello che è. Siamo per natura dei risolutori di problemi e comprendiamo i vantaggi e vediamo il valore nel risolvere alcune delle sfide più significative del pianeta. Ci facciamo venire la pelle d’oca pensando a come comportarsi di fronte a un problema, la sfida del problem-solving ci tiene svegli di notte a riflettere sui codici, le strategie e le tattiche giuste. Proprio per questo motivo, probabilmente reagirete proprio come me a questo fatto: “La popolazione africana è quella che cresce più rapidamente nel mondo. Si prevede un suo incremento di circa il 50% nei prossimi 18 anni, passando da 1,2 miliardi di persone a oltre 1,8 miliardi nel 2035”. Alcuni potrebbero considerarlo un fardello, mentre io lo vedo solo come una grande quantità di opportunità.

“Le opportunità che non tutti possono vedere, sono le reali opportunità.”

-Jack Ma

2. Il privilegio di essere in maggioranza

Per moltissimo tempo, ho pensato che il privilegio dei bianchi fosse una cosa… che avrei subito per tutta la mia vita! Non fraintendetemi, è un qualcosa che sembra esistere solo nel mondo occidentale. Il privilegio asiatico funziona allo stesso modo nei paesi asiatici. Questa affermazione potrebbe sembrare estremamente sciocca per alcuni lettori, ma il privilegio dei neri è vivo e vegeto in gran parte dei paesi abitati in maggioranza da neri, che sono tutti nell’Africa sub-sahariana. Usalo a tuo vantaggio; le possibilità sono infinite quando hai il supporto della tua gente.

3. Wakanda Forever?

Non c’è bisogno di dirlo – è solo un piccolo ma essenziale promemoria… il Regno di Wakanda non si costruirà da solo.

4. Sfide

“La maggior parte dei governi africani non sono …” bla bla. “È difficile fare affari in Africa, perché è così …” continua, sentiamo! Lo abbiamo già sentito. Fatevi un favore, diventate antifragili. Permettermi di essere sfrontato rispetto alle difficoltà nel condurre affari in questo continente: tutto ciò mi renderà solo un imprenditore migliore, non c’è altro modo di aggirare l’ostacolo. Se una cosa è troppo facile, credetemi quando vi dico che non ne vale la pena… Roma non fu costruita in un giorno, e non fu facile completarla.

Non tollero la corruzione in qualsiasi forma o maniera, ma devo dire questo agli imprenditori che pensano di impiantare una start-up in Africa: quando partite con la raccolta fondi, chiedete sempre un po’ più di quello di cui pensate di avere bisogno. Avrete bisogno di soldi extra perché la corruzione è una pratica comune qui, aiuta a dimezzare il tempo che ci vuole quando si ha bisogno di alcuni servizi.

5. È casa mia

In ultimo, tutto considerato, questa è casa mia. Sono nato qui e, sebbene il sacrificio dei miei genitori abbia avuto un impatto significativo sulla mia vita, non credo che la rimozione di un bambino dal suo habitat naturale sia qualcosa che i giovani ragazzi africani debbano provare. La sfida è semplice, aiutare le economie in tutta l’Africa – per permettere alla nostra gente di avere accesso al lavoro, all’istruzione e alla qualità della vita che essi meritano. Noi africani dobbiamo innovare a un ritmo accelerato se speriamo di non essere lasciati indietro. È ora di capire che la casa è ciò che noi vogliamo che sia, ed è nostro dovere in quanto imprenditori svolgere il nostro ruolo nella costruzione dell’Africa di domani.

“Il tempo non aspetta nessuno, e certamente non starà ad aspettarci finché non saremo pronti…”

Articolo apparso per la prima volta in inglese su Medium