Il romanzo femmina di Mariama Ba


di Gianmarco Mecozzi

Straordinaria lettura questo libro questo di Miriam Bâ, straordinaria e tremendamente attuale: Une si longue lettre è il titolo originale, Amica mia la traduzione italiana (edizioni Modu Modu).
Prova di un talento narrativo indiscutibile e raffinato che infiamma alla lettura, il testo di Miriam Bâ è una piroetta colorata, un flusso senza freni, un carnevale senegalese.

C’è tutto il Senegal in questo libro, datato 1979.
E c’è tutta Dakar, tutte le contraddizioni e le asperità di una metropoli aperta, anzi spalancata al cambiamento, ai ritorni e alle partenze, alle storture e alle perenni ingiustizie. Tutti i colori della città, il suo caldo, le sue lotte, i suoi paesaggi e i suoi ritmi.

Dakar e il Senegal, c’è tutto.
La lunga strada verso l’indipendenza, la furia cieca dei passaggi storici, le cose che mutano e quelle che non cambiano mai, la poligamia imposta, la lentezza esasperante, le immobilità ancestrali, i terrori delle epoche che passano, la Storia e le storie.
Al centro di tutto: la donna – le donne – la condizione femminile, strabordante, umiliata, accecata, ferita, vendicativa. Essenziale e necessaria. La donna e le donne.

Il libro è semplice, quasi didascalico.
Si tratta di una lunga lettera che una donna scrive a una sua amica dopo la morte del proprio marito, amato e odiato. A lei, la sua amica di una vita, specchio di una sorellanza raramente descritta in modo così diretto, racconta – in una prosa passionale e chiara – tutta la sua vita: i ricordi della giovinezza piena di lotte, ideali, conflitti sociali e, subito dopo, le delusioni, le ferite e le umiliazioni subite nella propria condizione femminile. La resistenza infine, e la possibilità di una rinascita, di nuovo e di nuovo.

Le donne sono al centro del romanzo: la protagonista, le sue figlie, l’amica a cui scrive, le «vecchie» maledette e vendicative, le giovani rampanti e smarrite, le donne di mezza età combattive o rassegnate. Tutte in movimento perpetuo, contradditorio, allucinato, furioso: un carnevale di femmine, un balletto frenetico, un arcobaleno impazzito …

Une si longue lettre è un romanzo femminista?
Direi proprio di sì.
Un romanzo – a piena voce –  sulla donna in Africa scritto da una donna africana. Non  solo un romanzo femminista, quindi: ma anche – puro e incontaminato – un romanzo femmina.