Tesi di laurea sulle migrazioni di ritorno


di Moustapha Fall

Pubblichiamo la tesi di laurea di Mouspaha Fall in Scienze internazionali, dello sviluppo  e della cooperazione , presso l’Università di Torino, dal titolo Il Senegal: il fenomeno dell’emigrazione e della contro emigrazione: il ritorno alla terra natia.

Citiamo dall’introduzione:

L’obiettivo di questa tesi di laurea è di capire il fenomeno dell’immigrazione senegalese che nell’arco degli anni ha subito diverse trasformazioni. Se in passato il desiderio di ogni senegalese era quello di partire per cercare fortuna  in altri paesi più ricchi e avanzati, oggi si sta assistendo ad un fenomeno migratorio che sta assumendo un verso circolare: molti di quelli che erano partiti per costruire il loro futuro stanno cercando di organizzarsi per ritornare nella loro terra d’origine. È importante comprendere quale sia il contesto da cui sono partiti i senegalesi, le ragioni che li hanno spinti ad emigrare e quelle che a loro volta li stanno facendo ritornare.

A partire dagli anni ’70, il Senegal subisce forti cambiamenti climatici, alla scarsa pioggia si aggiunge la mancanza di un governo capace di risolvere i problemi legati all’agricoltura, l’unica risorsa di sopravvivenza. A questa situazione, negli anni ’80, si sommano le politiche della Banca Mondiale che aggravano ulteriormente le condizioni di vita della popolazione, imponendo tagli drastici al sistema educativo, sanitario e sociale. Entrambi i contesti hanno costretto gli abitanti delle zone rurali a dirigersi nelle città all’interno del paese per poi partire verso altri orizzonti. Prima di partire verso l’Europa molti di loro hanno precedentemente transitato in altri paesi africani, come la Costa d’Avorio, il Gabon e il Congo, per poi dirigersi verso i paesi europei come la Francia, l’Italia e la Spagna. Nei primi anni del percorso migratorio senegalese l’idea era di accumulare denaro da spedire in patria per contribuire alle spese familiari e sociali. Le donne non erano ancora protagoniste del progetto migratorio per motivi familiari, il loro compito era di occuparsi della casa e custodire i figli. È trascorso ormai circa un trentennio da quando i primi immigrati senegalesi giunsero in Italia nella seconda metà degli anni Ottanta. Nel corso di questi tre decenni, essi hanno stabilmente rappresentato la presenza straniera più significativa in provenienza dall’Africa sub-sahariana. In questo arco di tempo la presenza senegalese in Italia è notevolmente cresciuta in termini numerici, ha subito profonde trasformazioni nei percorsi migratori, nelle dinamiche associative, nelle traiettorie di inserimento nel territorio e nel mercato del lavoro locale (ormai lontani dal modello del migrante dedicato alla vendita ambulante).

Il Senegal è la prima comunità tra quelle dell’Africa sub-sahariana, seguita dalla Nigeria e dal Ghana. La terza comunità africana, dopo il Marocco e la Tunisia. In questi ultimi anni con la crisi economica la capacità di attrazione dell’Italia sta diminuendo, oltre ai giovani italiani che lasciano il paese, i primi ad andarsene sono gli immigrati. Tra il 2008 e il 2013 i progetti di Ritorno volontario assistito dall’Italia, finanziati dal Fondo europeo rimpatri, hanno coinvolto 2.204 persone. Oggi il ritorno volontario è un’opzione di cui può avvalersi solo il migrante in condizione irregolare o di particolare vulnerabilità. La stessa opportunità non viene invece riconosciuta a coloro che, risiedendo regolarmente. Molti immigrati ormai vedono l’Italia come un paese di transito e non più di destinazione.

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