Il progetto Migrazioni e ritorno, risorse per lo sviluppo


In tema di “ritorno” dei migranti e di valorizzazione dei percorsi circolari merita una menzione particolare il progetto Migrazioni e ritorno, risorse per lo sviluppo, co-finanziato dal Ministero italiano degli Affari Esteri con un partenariato composto anche da centri di ricerca e fondazioni marocchine. Il progetto, giunto a conclusione nel 2009, si è rivolto ai flussi migratori di individui qualificati tra Marocco e Italia e si è concretizzato in una serie di azioni, in particolare: una attività di ricerca, volta ad ampliare la base conoscitiva dei fenomeni connessi ai percorsi migratori e di ritorno nel paese di origine; una serie di attività di formazione e sperimentazione, finalizzate al sostegno di progetti migratori “intelligenti” verso l’Italia e di progetti di ritorno “costruttivo” in Marocco; la redazione di linee guida mirate a diffondere raccomandazioni e buone prassi in tema di valorizzazione dei progetti migratori individuali (in particolare di ritorno).

Tra gli esiti più interessanti del progetto vi è la focalizzazione sul tema del ritorno, inserito nel contesto di una più estesa comprensione di quei processi di migrazione circolare che consentono ai migranti di mantenere continuamente vive le relazioni con i propri connazionali e di esercitare una responsabilità sociale nei confronti del proprio paese, mediante il trasferimento di nuove idee, conoscenze e competenze. Degna di nota è anche la predisposizione di linee guida per l’interpretazione del fenomeno del ritorno (denominato “costruttivo”), e per l’orientamento del percorso migratorio verso esiti positivi.

Anche la componente propriamente operativa del programma, consistita nell’accompagnamento dei beneficiari nelle attività formative e nella progettazione e preparazione dei loro progetti di ritorno, può vantare alcuni successi significativi. Alcune decine di migranti intenzionati a fare ritorno in Marocco dopo un periodo di permanenza in Italia, sono riusciti infatti a dare la luce ad attività produttive in differenti settori: l’avvio di un’impresa per la produzione di mobili in acciaio inox, il rilancio dell’officina elettromeccanica di cui il beneficiario era già proprietario, la creazione in Marocco di una filiale dell’azienda di famiglia già esistente in Italia,  la realizzazione di un’attività autonoma di intermediazione nel settore dell’import/export tra Marocco e Italia, lo sviluppo delle attività di una ditta (esistente) di import-export di ricambi auto, la creazione di una scuola privata di lingue, la creazione di una scuola di formazione per cameraman e creatori di audiovisivi, l’attivazione di un servizio di assistenza giuridica per i marocchini residenti in Italia con sede anche in Marocco, un progetto sulla creazione di uno stabilimento balneare seguendo gli standard e le metodologie conosciuti in Italia, un progetto sull’apertura di un bio-hotel basato su una concezione innovativa del turismo, un progetto sulla creazione di due cooperative di donne nel settore dell’artigianato, una in Marocco per la produzione e una in Italia per la commercializzazione.