La difficoltà dei numeri


Il rilevamento dei movimenti di rientro sconta storicamente una minore attenzione da parte dei paesi di destinazione, interessati maggiormente a monitorare ingressi e presenze, ma anche da parte di quelli di origine, fino a poco tempo fa poco protesi politicamente verso questo tema. Nonostante la più forte centralità attuale della questione, il fenomeno dei ritorni resta piuttosto complicato da intercettare nella sua dinamica e da quantificare nella sua portata.

Le fonti disponibili al livello del paese di destinazione registrano generalmente solo alcune forme di ritorno: quelli forzati (rimpatri), quelli accompagnati da programmi istituzionali e, almeno in principio, quelli programmati per fine della permanenza (stagionali e temporanei, circolazione di competenze e cooperazione tecnica). Invece, il flusso di rientro che non passa da questi canali (e che può avere termini temporali ancora indefiniti) sfugge spesso alle rilevazioni dirette. Molti migranti non restituiscono il permesso di soggiorno al momento di partire, mentre il mancato rinnovo del permesso o della residenza non significa automaticamente che il migrante abbia fatto ritorno al paese di origine. Inoltre, i lungo-soggiornanti possono muoversi liberamente tra i due poli della migrazione senza comunicare i loro spostamenti alle autorità. Anche nei paesi di origine, d’altronde, è significativo lo scarto tra ritorni ufficializzati e ritorni “silenziosi” non ratificati legalmente, magari perché pensati dai migranti come non definitivi, o per convenienza a restare “cittadini all’estero” per accedere a risorse e programmi pubblici, oppure perché operati, nel caso dei bi-nazionali, con passaporto del paese di destinazione.

Una più stretta cooperazione statistica tra paesi e l’incremento di progetti di ricerca indirizzati a esplorare specifici corridoi di circolazione migratoria potranno in futuro migliorare la conoscenza di un fenomeno che, per la sua natura fluida e polimorfa, resterà comunque irriducibile alle pretese di definizione esatta e di esaustività.