Profilo della migrazione senegalese in Italia: gli anni Ottanta e Novanta


 Dalle migrazioni interne a quelle internazionali i senegalesi sono considerati un “popolo di viaggiatori”. Si è parlato addirittura di “cultura del viaggio” per spiegare la forte propensione alla migrazione dei senegalesi. Il superamento dell’obbligo del visto di uscita nel 1973 da un lato e l’assenza di obblighi di visto d’ingresso nei paesi europei aveva segnato una sorta liberalizzazione dell’emigrazione senegalese anche se, di fatto, non vi fu un boom di partenze verso l’Europa. Il paradosso è che questo “boom” ci fu proprio nel momento in cui a livello internazionale la politica del visto d’ingresso obbligatorio veniva adottata a metà degli anni Ottanta. Infatti, nei paesi dell’UE, sono gli accordi di Schengen che hanno stabilito tale obbligo. Dopo essersi a lungo diretta verso i paesi vicini dell’Africa e la Francia, l’emigrazione senegalese conosce un salto in avanti  con la rivoluzione delle mobilità che ha connotato l’avvento della globalizzazione negli anni Ottanta. La migrazione come fattore di mobilità sociale nel mondo globalizzato diventa un dato che va consolidandosi nei processi migratori post-industriali. Vecchi processi si consolidano e nuove dinamiche si delineano nei movimenti migratori. Con il combinato disposto tra nuovi fattori di spinta (push factors) e nuove fattori di attrazione (pull factors) il processo di “diasporizzazione” dei senegalesi assume una certa consistenza.

 

Il processo di costruzione dell’Unione Europea e in particolare gli accordi di Schengen diventano un elemento decisivo per l’immigrazione verso l’Italia. L’apertura del mercato del lavoro con il superamento del Testo Unico di PS del 1922 consente l’accesso al lavoro degli stranieri. Il varo della Legge 943/86 sancisce formalmente l’avvento della società dell’immigrazione in Italia. Così il Bel Paese comincia a diventare destinazione di migranti tra cui anche i senegalesi. I flussi di ingresso di senegalesi in Italia cominciano ad avere consistenza nel periodo a cavallo tra la seconda metà degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. La legge Martelli consentì una regolarizzazione di decine di migliaia di senegalesi e cosi l’insediamento delle comunità senegalesi si rese visibile in diverse città. All’inizio I senegalesi sono nel commercio ambulante ma man mano si integrano nelle fabbriche e si avviano processi di ricongiungimento familiare soprattutto nelle  regioni del Nord (il cosiddetto triangolo industriale) dove tuttora risiedono la maggior parte dei senegalesi.